Inca, Maya e Aztechi: la mappa dei territori

I maya

I Maya verso la metà del II millennio a.C si stabilirono nel Messico meridionale e nel Guatemala. Quello dei Maya non era un impero ma un agglomerato di città costituite da diverse comunità agricole. Al contrario di quanto si potesse pensare, le città non erano centri di residenza ma luoghi di culto, di feste religiose e di scambi.

La società Maya era suddivisa in classi: al primo posto troviamo i nobili, definita la classe dominante, anche perché uno di loro era anche il capo della città, a seguire troviamo i sacerdoti che lavoravano a stretto contatto coi nobili e potevano anche gestire i villaggi col ruolo di capo ma le terre erano solo comunque di proprietà dei nobili. Il ruolo della popolazione era quello di occuparsi della terra ed essendo abili costruttori, anche di edificare nuove costruzioni, come i grandi templi piramidali.

Ai tempi dei Maya mancavano le invenzioni base per il lavoro come la ruota, il ferro e gli animali da soma, ma questo non fu un ostacolo per loro. Infatti riuscirono a sviluppare una cultura molto raffinata: usavano la scrittura geroglifica, un sistema di calcolo elaborato e preciso che gli permise di fare osservazioni astronomiche esatte e crearono un calendario di 365 giorni. L’economia dei Maya si basava principalmente sul commercio e sull’agricoltura come per esempio il mais, i fagioli e la zucca

Le rovine delle antiche città maya sono tra i luoghi più affascinanti della Riviera Maya e della regione interna dello Yucatan. Chichén Itzá, Uxmal, Tulum e Coba sono solo alcune delle località famose visitate.

  • Chichén ItzáChichén Itzá – Le rovine Maya di Chichén Itzá sono tra le più famose del Messico. Una rovina importante è El Castillo la Piramide di Kukulkan. Un struttura enorme costruita per celebrare il calendario Maya, in cui gli elementi architettonici della piramide rappresentano i giorni, i mesi e gli anni. I panorami della giungla dello Yucatan e l’antica città sottostante sono la ricompensa per la scalata dei 91 ripidi gradini che portano a El Castillo.
  • uxmal palazzo del governatoreUxmal – Le rovine di Uxmal nel nord dello Yucatan sono caratterizzate da bellissime decorazioni della facciata. Rappresentano la memoria di grandi cerimonie e sono considerate dagli archeologi estremamente complesse a causa della loro dimensioni diverse. La Piramide del Mago del tempio presenta maschere intrecciate caratteristiche di quello che si pensa rappresenti il dio della pioggia Chaac. Il Palazzo del Governatore con il suo trono a forma di giaguaro bifronte è un altra costruzione molto apprezzata.
  • tulum 2Tulum – Il sito archeologico di Tulum è caratterizzato dalla fortezza/tempio del Castillo che domina la scogliera sulle acque cristalline dei Caraibi. Tulum fungeva principalmente da antico porto navale e controllava gli scambi marittimi tra Honduras e Yucatan. Tulum è rimasto abitata a lungo dopo l’invasione spagnola del Messico. Il Tempio degli affreschi è un’ altra importante rovina dell’antica Tulum.
  • cobaCoba – Coba è davvero impressionante in termini di dimensioni e di mistero, è ancora in gran parte rimasta molto selvaggia e tra i siti Maya nella regione è quello meno ricostruito. Il sito archeologico di Coba si estende per circa 40 km quadrati. Tra le incredibili rovine di Coba troverete il Tempio della Chiesa e la Piramide dall’architrave dipinto.
  • El Mirador, capitale mitologica dei Maya. Si sviluppò a partire dal X secolo a.C., raggiungendo il massimo splendore fra il III secolo a.C. e il II secolo d.C. Qui si trovano un gran numero di edifici di epoca maya, i più notevoli dei quali sono 2 grandi complessi di edifici costituiti di una larga piattaforma artificiale su cui vennero costruite una serie di piramidi: El Tigre e la più alta piramide che lo compone è alta circa 60 metri.
    La Danta, alto oltre 70 metri (il che lo rende l’edificio maya più alto che sia giunto fino a noi)

Gli Aztechi

I mexica meglio noti come Aztechi furono una delle grandi civiltà precolombiane, la più florida e viva al momento del contatto con gli Spagnoli. Provenienti dalla California settentrionale, si svilupparono nella regione mesoamericana dell’attuale Messico dal secolo XIV al XVI.
Gli Aztechi entrarono nella valle dell’Anáhuac, corrispondente alla parte centrale dell’odierno Messico intorno al 1100, questo fu un secolo caratterizzato dalla formazione di varie città-Stato, quasi tutte nella zona dei laghi Texcoco, Xochimilco e Chalco; ricordiamo tra le più importanti Culhuacán, Texcoco, Azcapotzalco, Tlacopán e infine Tenochtitlán, sede dei Tenochi, o Aztechi veri e propri.
Gli Aztechi furono l’ultima popolazione ad insediarsi nell’America Centrale, sottomisero le popolazioni locali grazie alla propria superiorità militare e organizzativa, ma subirono l’influenza delle culture che vi erano fiorite nel corso dei secoli.

Aztlán è la leggendaria terra d’origine degli Aztechi e di tutte le popolazioni di etnia nahua, una tra le più importanti culture mesoamericane, e significa “posto degli aironi”.
TenochtitlánLa capitale azteca era Tenochtitlàn e sorgeva in mezzo al lago Texoco ed era attraversata da canali e fiumiciattoli melmosi. La planimetria della città si basava su uno schema simmetrico che divideva la città in quattro sezioni, era inoltre attraversata da canali utilizzati per il trasporto. Ogni tribù aveva una parte di terreno da coltivare e la divisione del lavoro era ereditaria.

Gli Aztechi si svilupparono con grandi centri abitati semi-indipendenti come per esempio le città-stato, che intrecciarono una rete di tributi e un invio di ostaggi da parte degli insediamenti sottomessi. Come quasi tutte le civiltà antiche, le classi sociali erano divisi tra nobili, che guidavano gli eserciti e riscuotevano le tasse, i sacerdoti, i contadini e gli schiavi, inoltre il territorio di Tenochtitlán era suddiviso in quattro sezioni principali, raggruppate in centri amministrativi locali chiamati calpulli. Ogni unità locale nominava i propri capi militari, religiosi e civili nel rispetto della volontà dei rappresentanti dei calpulli manifestata nelle assemblee.

Tenochtitlán 2Le case erano costruite con legno e mattoni di argilla con tetti di canne, mentre le piramidi, i templi e i palazzi erano solitamente fatti di pietra.
Essi si intrattenevano con uno sport a metà tra il calcio, la pallavolo e il basket chiamato pelota: questi consisteva in una competizione tra due squadre che, passandosi una piccola palla di gomma, dovevano farla passare attraverso un anello ai lati del campo.
Un aspetto assai celebre e cruento della cultura azteca è la pratica del sacrificio umano, che, secondo le credenze, era necessario per sfamare e placare gli dei. I grandi sacerdoti si richiamavano al mito delle origini, dove si afferma che gli dèi, dopo l’avvento del Quinto Sole si erano dovuti sacrificare gettandosi nel fuoco, così gli uomini erano tenuti a seguire il loro esempio per mantenere vivi il calore, la luce e il movimento del sole.

Gli Inca

In origine, nate come piccole tribù della costa peruviana, le popolazioni antenate degli Inca iniziarono a fondare piccole città e insediamenti lungo i numerosi fiumi della zona, arrivando a colonizzare gli altipiani nel cuore delle Ande, la catena montuosa che attraverso il Centro-Sud America. La popolazione della regione di Cuzco fondò tra il 1450 e il 1532 un impero vastissimo, che si estendeva per oltre 4000 km dall’Ecuador settentrionale al Perù, alla Bolivia occidentale, al Cile settentrionale. Lo sterminato territorio del loro impero era costellato di centri urbani, ognuno dei quali aveva le sue piramidi-tempio decorate di sculture e dipinte con vivaci colori.

Machu PicchuVi erano Tihuànco, la capitale, Cuzco, la città dei commerci che come la maggior parte delle città del regno, non era cinta di mura, ma veniva protetta da una serie di fortezze erette a distanza regolare dalla capitale. Una di queste cittadelle è Sacsayhuamán. Inoltre Cuzco era anche il simbolo dell’apogeo della cultura incaica. Machu Picchu era un centro religioso abitato solo da donne. Pisaq, con il suo mercato artigianale e il grande albero nella piazza centrale, Yucay, Urubamba e Ollantaytambo, protetta dalla sua imponente fortezza, fanno da cornice alla Valle Sacra, uno dei circuiti più affascinanti del Cusco.

Cuzco era considerata dagli Inca l’ombelico del mondo, uno straordinario incrocio in cui il mondo degli inferi, il mondo visibile e quello superiore si incontravano. Sarebbe stato il leggendario Manco Capac a fondarla, nel luogo rivelato dal dio sole.

Nel 1532, in seguito a dure lotte interne per la successione imperiale, l’impero fu facilmente conquistato dallo spagnolo Francisco Pizarro, anche perché il popolo inca, convinto che i conquistadores spagnoli fossero di natura divina, non oppose grande resistenza.
Forse gli Inca conoscevano un sistema primitivo di scrittura.
La medicina era a base di erbe e l’esame dei loro scheletri rivela un uso esperto della chirurgia, capace di sanare le fratture e di trapanare il cranio per estrarre un tumore.
Nel campo edilizio gli inca erano abili nel costruire edifici in pietra: templi, palazzi, fortezze, acquedotti e canali. Gli inca, essendo convinti che si potesse continuare a parlare con i morti attraverso gli sciamani mummificavano i corpi dei defunti di rango per conservarli. Avvolgevano le salme nel cotone, riempivano le tombe di sabbia per renderle più asciutte e le affidavano al clima secco delle zone più rocciose delle montagne.
A un centinaio di chilometri da Machu Picchu, vi troverete nel cuore della produzione agricola inca, dove si coltiva il miglior mais peruviano.

le civiltà precolombianeL’impero inca si reggeva grazie a un sistema politico rigido e gerarchico, basato sull’attività militare dell’aristocrazia e sullo sfruttamento delle popolazioni sottomesse. A capo della società vi era, ovviamente, il Re, il signore assoluto detto Inca, che veniva venerato come un semidio e viveva nel lusso più sfrenato, sotto il re stavano i nobili, che amministravano i possedimenti dell’Impero e si occupavano delle operazioni militari, e i sacerdoti e all’ultimo posto della gerarchia sociale vi era invece la grande massa di contadini e di artigiani. (Gli artigiani inca producevano oggetti di terracotta, di pietra e di pietre preziose, ma erano insuperabili come orefici).

L’impero degli Inca si estendeva dal fiume Ancasmayo, a Nord dell’Ecuador, al rio Maule nella regione del Cile e l’unità dell’immenso territorio era ormai conseguita.
Gli Inca parlavano della città di Tumebamba come di una “seconda Cuzco”. Situata nei sobborghi di Quito, Tumebamba sembrava ideale.

Metodo di lavoro

La ricerca consisteva nel realizzare una mappa sulle civiltà precolombiane prima dell’arrivo di Colombo. Per realizzare questo lavoro ci siamo documentati cercando in internet delle cartine relative alle varie civiltà. Per ogni civiltà siamo andati alla ricerca di una cartina che presentasse l’area della civiltà in modo abbastanza dettagliato. Fortunatamente tutte le cartine che abbiamo analizzato erano abbastanza simili tra di loro e non creavano dubbi. Le civiltà che abbiamo analizzato sono i Maya, gli Aztechi e gli Inca. Per riuscire a svolgere una corretta ricerca abbiamo deciso di dividerci in modo equivalente i compiti in modo che tutti avessero una parte su cui lavorare. Siamo riusciti a fare la mappa grazie alla ricerca di dati che ci facevano capire i confini e grazie all’utilizzo di mappe trovate in rete.

L’argomento che ci è stato assegnato era trattato in vari siti sia in lingua italiana che in lingua spagnola e raramente in lingua inglese, oltre a dei siti in rete abbiamo trovato anche dei libri di storia in pdf e delle presentazioni realizzate da professori. Per essere più informati abbiamo deciso di consultare anche delle enciclopedie e vari libri di storia cartacei che erano stati messi nostra disposizione.

Per la mappa abbiamo deciso di utilizzare il viola per gli Incas, il rosso per gli Aztechi e l’azzurro per i Maya perché tra di loro questi colori creavano una sintonia e perchè nelle cartine che abbiamo consultato venivano utilizzati colori simili.
Nella mappa si possono notare delle icone blu con dei simboli, abbiamo utilizzato l’icona con un tempio per indicare tutti i templi e per indicare le città, che oggi sono siti archeologici, e abbiamo utilizzato l’icona dello tsunami per riferirci ai laghi dove è sorta la civiltà degli Aztechi, perchè non riuscivamo a trovare un’icona che rappresentasse un lago.

Fonti e approfondimenti

  • Valerio Castronovo,​ Nel segno dei tempi,​ La nuova Italia editrice, Milano 2015
  • E. Bonifazi, F. Chiara, Civiltà nella storia, Bulgarini, Firenze 2010
  • E. Lorenzetti, M. Tagliaferri, L. Montanari, Che Storia!, De Agostini, Novara 2014
  • Enciclopedia Garzanti, Garzanti editore, 1959
  • Enciclopedia Logos 2000, Centro Grafica Linate, 1995

Maya:

Aztechi:

Inca:

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